Legge di Bilancio 2026: novità per datori, lavoratori e tutele sociali

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Abstract

Il filo conduttore della manovra della Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre, è chiaro: orientare imprese e lavoratori verso occupazione stabile e produttività, sostenere il potere d’acquisto (specie dei redditi medio-bassi) e rafforzare la protezione sociale con detassazioni, nuovi fondi e rifinanziamenti a tutela di categorie fragili, quali genitori, minori, caregiver, famiglie colpite da infortuni sul lavoro e vittime di violenza.

Di seguito una sintesi delle novità più rilevanti, con particolare attenzione agli effetti concreti per lavoratori e imprenditori.

Le misure per i datori di lavoro

Le misure per i datori di lavoro nella manovra 2026 seguono una logica precisa: orientare le scelte aziendali verso alcuni comportamenti considerati “virtuosi”.

Per questo gli interventi non sono generalizzati, ma condizionati: premiano chi stabilizza (assunzioni a tempo indeterminato e trasformazioni), chi rinnova, chi contribuisce a ridurre divari e fragilità nel mercato del lavoro (come nel caso delle madri con almeno tre figli) accompagna gli aumenti contrattuali con un meccanismo fiscale che rende più efficiente il trasferimento di reddito ai lavoratori.
In altre parole, l’incentivo non remunera l’assunzione “in sé”, ma la qualità e la direzione della politica occupazionale dell’impresa.

Uno dei cardini della manovra è il sostegno alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato effettuate nel corso del 2026. L’obiettivo è evidente: spostare il baricentro dell’occupazione verso rapporti stabili, ma senza intervenire in modo generalizzato sul cuneo contributivo.

Tra le misure più incisive per il costo del lavoro c’è l’esonero contributivo totale per i datori di lavoro privati che assumono lavoratrici madri con almeno tre figli minori, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. L’esonero riguarda il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore, con esclusione dei premi INAIL, entro un tetto massimo annuo; la durata dell’esenzione varia a seconda della tipologia contrattuale (tempo determinato, trasformazione o assunzione a tempo indeterminato) e non si applica al lavoro domestico e all’apprendistato.

Sempre nel blocco “lato datori”, ma con effetti diretti sui lavoratori, rientra la tassazione agevolata degli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 2024 e il 2026: per i lavoratori del settore privato con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 euro, tali incrementi sono assoggettati a un’imposta sostitutiva del 5%.

Infine, si segnala l’innalzamento della soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici (da 8 a 10 euro): misura apparentemente marginale ma molto concreta perché consente di rafforzare il welfare “quotidiano” senza aggravio fiscale e contributivo.

Le misure per i lavoratori

Una delle leve principali della Legge di Bilancio è la rimodulazione dell’IRPEF sullo scaglione “medio” (28.000–50.000 euro), con effetti di alleggerimento dell’imposta per i lavoratori interessati, con risparmi che possono arrivare a 440 euro annui.

La manovra rafforza poi la leva dei premi di produttività, riducendo l’aliquota dell’imposta sostitutiva all’1% per il biennio 2026–2027. Per i premi erogati nel 2025, invece, la tassazione viene circoscritta al 5%.

Per i settori caratterizzati da turnazioni gravose (logistica, sanità privata, industria a ciclo continuo, turismo), la legge prevede una tassazione agevolata al 15% sulle indennità per lavoro notturno, festivo e a turni, entro il limite di 1.500 euro annui, per i lavoratori con reddito entro i 40.000 euro, salvo rinuncia espressa e scritta del lavoratore. L’impatto non è solo economico, ma anche organizzativo: una maggiore convenienza netta può incidere sulla disponibilità dei lavoratori a coprire turni più complessi.

Si segnala poi l’introduzione di un criterio di priorità nell’accesso al part-time o alla rimodulazione dell’orario di lavoro per i lavoratori e le lavoratrici con almeno tre figli conviventi, fino ai 10 anni del più giovane (senza limiti di età in caso di disabilità). Tale misura interessa anche il datore il lavoro, il quale viene esonerato dal versamento del 100% dei contributi previdenziali.

NASpI anticipata: pagamento in due tranche

La Legge di Bilancio modifica le modalità di erogazione della NASpI anticipata (quella richiesta in unica soluzione per avvio di attività autonoma o imprenditoriale): dal 2026 l’importo viene liquidato in due tranche, il 70% all’accoglimento della domanda e il restante 30% al termine del periodo teorico di durata della prestazione, e comunque non oltre sei mesi dalla domanda.

La ratio è evidente: ridurre utilizzi opportunistici e rafforzare i controlli. Per il lavoratore, però, significa minore liquidità immediata e maggiore necessità di pianificazione finanziaria.

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Le misure per le famiglie

Sul versante famiglie la manovra non si limita a trasferimenti monetari: affianca misure su reddito, maternità e genitorialità a interventi che incidono su tempi di cura (congedi) e su servizi (fondi per minori/caregiver), con un impatto pratico anche sulla gestione delle assenze e sull’equilibrio lavoro-famiglia.

Bonus per lavoratrici madri: 60 euro mensili nel 2026

Per il solo 2026 viene innalzato il “bonus mamme” a 60 euro, riconosciuto alle lavoratrici madri di almeno due figli fino al compimento del decimo anno del più giovane, titolari di un reddito la lavoro inferiore ai 40mila euro annui.

Non è una misura strutturale, né di importo elevato, ma ha il pregio di essere semplice e netta, purché venga effettivamente richiesta.

Congedi parentali estesi e malattia del figlio

Il congedo parentale viene esteso fino ai 14 anni del figlio (in luogo degli attuali 12), mentre il congedo per malattia del figlio con più di tre anni viene aumentato da 5 a 10 giorni annui per ciascun genitore (alternativamente) e viene innalzato il requisito anagrafico (da 8 a 14 anni).

Tali previsioni vengono estese anche ai casi di adozione e di affidamento.

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Data di pubblicazione: 23 Gennaio 2026

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Debora Teruggia

Laureata presso l'Università degli Studi di Milano, praticante avvocato appassionato di Diritto del Lavoro e Diritto di Famiglia.

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