Siamo nel pieno dell’accelerazione generativa. C’è chi adotta ogni nuovo strumento con entusiasmo e chi fatica ad abbandonare metodi consolidati. Intanto, l’AI viene già utilizzata per scrivere codice, elaborare dati, creare contenuti e automatizzare processi. In questa fase, chi si ferma rischia di restare fuori dalle decisioni che contano.
Il termine “generativo” dice già molto: qualcuno genera con noi o per noi. Per farlo riceve dati, istruzioni, specifiche, procedure e know-how dell’impresa. Il risultato può diventare un prodotto, un vantaggio competitivo oppure una fonte di dipendenza e responsabilità.
Le domande reali che hanno costruito l’evento
Da diverse edizioni, con il format PMI Vs. Software House®, chiediamo agli iscritti di raccontarci i problemi che incontrano quando acquistano, commissionano, sviluppano o gestiscono un software.
Le domande arrivano da imprenditori, founder, CEO, CTO, sviluppatori, responsabili IT, consulenti e professionisti legali. Alcune nascono durante la trattativa con un fornitore; altre quando il progetto è già avviato, il software è diventato indispensabile o il rapporto tra le parti è entrato in crisi.
Di chi è il codice sorgente? Il cliente può pretenderne la consegna? La software house può riutilizzare per un concorrente ciò che ha sviluppato? Dove finiscono i dati affidati a una piattaforma? Chi possiede il codice prodotto con strumenti di AI? Come si cambia fornitore senza bloccare l’impresa? Chi risponde se il sistema sbaglia o viola diritti altrui?
Abbiamo riesaminato queste domande, individuato i problemi ricorrenti e seguito la loro evoluzione nel tempo. Il programma di questo webinar nasce da quel lavoro di ascolto e analisi: non da questioni astratte, ma dalle decisioni e dai conflitti che imprese e fornitori tecnologici stanno già affrontando.
Arlo Canella ne ricostruirà le implicazioni giuridiche insieme a Fabio Ugolini, CEO e Founder di TrueScreen®, già ospite della Milano Digital Week 2025 con “Mille e una domanda sull’intelligenza artificiale”. Due prospettive complementari per comprendere come partecipare al cambiamento senza perdere il controllo del valore che si sta creando.
L’incontro fa parte della Milano Digital Week 2026, in programma dal 30 settembre al 4 ottobre e dedicata alla “città generativa”: una città capace di creare connessioni e opportunità attraverso il digitale e l’intelligenza artificiale, mantenendo centrale la componente umana.
Gli argomenti
1. Dove comincia la filiera dell’AI
Dietro ogni soluzione generativa operano più soggetti: l’impresa che la utilizza, la software house che la sviluppa o la integra, il fornitore del modello, la piattaforma cloud, i consulenti e gli sviluppatori. Ricostruire questa catena è il primo passo per capire chi controlla tecnologie, dati e risultati.
2. Dati, prompt e informazioni riservate
Che cosa accade quando documenti interni, dati personali, specifiche, procedure, dataset e segreti commerciali entrano nei sistemi del fornitore o nelle piattaforme di AI? Esamineremo quali verifiche compiere prima di condividere queste informazioni e come regolarne accesso, conservazione e riutilizzo.
3. Codice e risultati: chi possiede che cosa
Di chi è il codice sviluppato con l’AI? Quali diritti spettano all’impresa, alla software house, allo sviluppatore e ai fornitori delle tecnologie utilizzate? Affronteremo il rapporto tra codice sorgente, componenti preesistenti, librerie open source, prompt, workflow e risultati generati, distinguendo ciò che può essere ceduto, concesso in licenza o riutilizzato.
4. Contratti, riuso, continuità e responsabilità
Quando il fornitore può riutilizzare per altri clienti una soluzione sviluppata su misura? Che cosa accade se non consegna il codice sorgente, interrompe il servizio o non è più in grado di aggiornarlo? Vedremo come regolare manutenzione, portabilità, escrow, passaggio a un nuovo fornitore, garanzie e responsabilità per errori, malfunzionamenti o violazioni di diritti altrui.
5. Autenticità, tracciabilità e prova
Quando dati, contenuti e decisioni attraversano sistemi diversi, diventa essenziale poter dimostrare da dove provengono, quando sono stati acquisiti e se sono stati modificati. Con il contributo di TrueScreen® esamineremo il ruolo della tracciabilità, delle acquisizioni forensi e della certificazione dei dati nella prevenzione dei conflitti e nella costruzione della prova digitale.
A chi è rivolto
Il webinar è rivolto a imprese, startup, software house e professionisti che acquistano, sviluppano, integrano o rivendono software, servizi SaaS e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.
È particolarmente utile per imprenditori e manager, responsabili IT e innovazione, CTO, product manager, sviluppatori, consulenti digitali e professionisti legali chiamati a valutare un progetto, negoziare con un fornitore o gestire una soluzione già in uso.
Il taglio è operativo e non presuppone competenze giuridiche o informatiche specialistiche.
Dove e quando
“La filiera invisibile dell’AI” si terrà in versione Live Webinar il giorno 1° ottobre 2026 alle ore 18.00.
La partecipazione è gratuita, previa registrazione. L’evento si svolgerà in modalità riunione Zoom. Le istruzioni per partecipare saranno inviate con la conferma d’iscrizione. Si consiglia di collegarsi almeno cinque minuti prima dell’inizio.
I relatori
Fabio Ugolini è giurista, CEO e Founder di TrueScreen®, società specializzata nell’acquisizione forense, nella verifica e nella gestione di dati digitali affidabili. TrueScreen sviluppa tecnologie proprietarie e brevettate per documentare l’autenticità, l’integrità e la provenienza dei contenuti digitali. È già stato ospite di Canella Camaiora® alla Milano Digital Week 2025, in occasione del webinar “Mille e una domanda sull’intelligenza artificiale”.
Arlo Canella è avvocato cassazionista e avvocato specialista — titolo riconosciuto dal Consiglio Nazionale Forense — in diritto civile, con indirizzo in diritto industriale, della proprietà intellettuale e dell’innovazione tecnologica. È Managing Partner di Canella Camaiora®, studio legale riconosciuto per sette anni consecutivi, dal 2020 al 2026, tra “Gli Studi Legali dell’Anno” secondo l’indagine Statista–Il Sole 24 Ore.










