Un preprint può compromettere la novità del brevetto? L’impresa partner può ritardare o impedire la pubblicazione di un articolo scientifico? Essere primo autore dà diritto a una quota delle royalties? A chi appartengono dati e software sviluppati in laboratorio?
La ricerca scientifica produce molto più che brevetti: genera metodi, protocolli, dataset, software e collaborazioni all’interno di reti complesse tra università, enti di ricerca, imprese e finanziatori.
Prima ancora della pubblicazione o dell’ingresso sul mercato, il destino di un risultato è spesso determinato da decisioni prese — o omesse — in laboratorio. In questo scenario, essere autore di una pubblicazione, inventore di una soluzione o titolare dei diritti sono posizioni giuridicamente distinte.
La fine del professor privilege ha reso questo equilibrio ancora più delicato: oggi, per molte invenzioni, i diritti spettano alla struttura, mentre il ricercatore conserva il diritto a essere riconosciuto come inventore e alle premialità previste, dovendo al contempo rispettare regole precise su comunicazione, novità e divulgazione. Per università ed enti è cruciale governare il trasferimento tecnologico; per le imprese è essenziale evitare che pubblicazioni premature o titolarità incerte compromettano l’investimento.
Il rischio non è soltanto perdere un brevetto. Contratti lacunosi, contributi non tracciabili o una gestione approssimativa di dati e software possono rendere il risultato difficile da proteggere, licenziare o trasformare in uno spin-off.
L’incontro offre una mappa per coordinare regole e decisioni prima che il risultato esca dal laboratorio, tutelando gli interessi convergenti di ricercatori, istituzioni e imprese.
Di che cosa parleremo
- Oltre il brevetto: quando natura, protezione e disponibilità di dataset, software, protocolli e know-how diventano controverse.
- Autori, inventori e titolari: perché firma sul paper, riconoscimento dell’inventore e diritti economici possono appartenere a soggetti diversi — e generare conflitti differenti.
- Chi governa i risultati: come si distribuiscono i poteri di decidere deposito, pubblicazione, accesso e sfruttamento tra ricercatori, università, TTO, finanziatori e partner industriali.
- Pubblicare senza compromettere la tutela: come gestire preprint, poster, tesi, repository e convegni quando sono in gioco novità brevettuale, riservatezza e libertà scientifica.
- Dal risultato al valore: come contratti di ricerca, accordi e licenze possono prevenire contese su conoscenze pregresse, nuovi risultati, dati, software e spin-off.
A chi è rivolto
L’incontro è rivolto a ricercatori, dottorandi, postdoc, principal investigator, responsabili di laboratorio e di progetto che stanno preparando una pubblicazione, entrando in una collaborazione, comunicando un’invenzione o valutando la valorizzazione di un risultato.
È destinato anche a università, enti pubblici di ricerca e IRCCS: responsabili della ricerca, TTO, research manager, grant office, strutture legali e amministrative, direttori di dipartimento e componenti degli organi chiamati a governare pubblicazioni, invenzioni, accordi e trasferimento tecnologico.
Interessa inoltre imprese che svolgono, finanziano o commissionano attività di ricerca, nonché responsabili R&D, innovation manager, funzioni IP e legal, imprenditori e spin-off che devono regolare collaborazioni con il mondo accademico, acquisire o concedere in licenza risultati e verificare la disponibilità dei diritti necessari allo sfruttamento.
Dove e quando
Diritto della scienza si terrà online, in modalità Live Webinar, il giorno 18 marzo 2027 dalle ore 18.00 alle ore 20.00. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione. Le istruzioni per accedere saranno inviate con la conferma di registrazione. Si consiglia di collegarsi almeno cinque minuti prima dell’inizio.
Relatore
Arlo Canella, avvocato cassazionista del Foro di Milano, Managing Partner di Canella Camaiora® Studio Legale e specialista in diritto civile, proprietà intellettuale e innovazione tecnologica. Lo Studio è stato segnalato per sette anni consecutivi (2020–2026) dall’indagine Il Sole 24 Ore–Statista tra “Gli studi legali dell’anno”.















